di Cristina Sampiero

Per molti aspetti il colesterolo è un grasso utile e necessario. Diventa pericoloso solo se i suoi valori elevati vanno di pari passo a fattori di rischio cardiovascolari, come fumo, stress, obesità, diabete. Se una persona è in peso-forma, fa movimento, non fuma e non ha altre problematiche, non esistono motivi per iniziare una terapia farmacologica. È sufficiente che mangi meglio e che lavori sullo stile di vita

Quarant’anni fa i valori normali di riferimento del colesterolo totale nel sangue erano 260 mg/dl, oggi il valore di riferimento è sceso a 200 mg/dl. È intuitivo che quanto più si abbassa il valore di riferimento, maggiore è la quota di popolazione che deve ricorrere ai farmaci. Attorno al colesterolo ruota quindi un grande business.
Molto spesso il ricorso ai farmaci, però, non è così necessario come si crede.
Il colesterolo è un grasso implicato nella costruzione delle membrane cellulari e pertanto è utile e necessario. Diventa pericoloso solo se ai suoi valori elevati si accompagnano condizioni quali ereditarietà per patologie cardiovascolari, fumo, stress, obesità, diabete. Se una persona è in peso-forma, atletica, non fuma e non ha altre problematiche non esistono motivi per iniziare una terapia farmacologica. È necessario e sufficiente mangiare meglio e lavorare sullo stile di vita.
Statine o farmaci sono da usare solo se ce n’è veramente bisogno. Intendiamoci, se una persona ha valori altissimi va trattata ma se il comportamento alimentare e di vita è corretto e c’è solo il colesterolo a 250 mg/dl, il ricorso a qualche tisana unito a qualche trucco alimentare è sufficiente.
Sfatiamo quindi alcuni luoghi comuni.

UOVO: è in assoluto l’alimento che contiene le proteine migliori, costa pochissimo e per avere le stesse proteine di una fetta di carne sono sufficienti due uova; quindi il rapporto qualità/prezzo è ottimo. È ricco di grassi, è vero, ma questi diventano sfavorevoli solo quando vengono cotti quindi, il miglior modo per consumare l’uovo è alla coque poiché si cuoce il bianco ma il rosso rimane crudo e i grassi non diventano saturi. In questo modo, l’uovo può essere mangiato anche da chi ha il colesterolo elevato. Spendere poi qualche soldo in più per comprare uova biologiche è senz’altro un buon investimento in salute.

FORMAGGI STAGIONATI: non tutti i formaggi sono uguali. Infatti, spesso vengono fatti con latte di mucche che vivono incatenate e alimentate con cibi di qualità scadente. Se gli animali non conducono una vita sana e all’aria aperta, il loro latte sarà ricco di colesterolo. In Italia abbiamo belle realtà con pascoli in cui la mucca mangia erbe selvatiche e respira aria buona; in questo latte sarà presente pochissimo colesterolo e anche i formaggi e derivati da questo latte saranno ottimi. I disciplinari di produzione italiani ci lasciano molto tranquilli e possiamo mangiare un po’ del nostro formaggio con tranquillità. Se il latte o i formaggi vengono dall’estero e non siamo in grado di tracciare la loro origine, meglio lasciarli perdere. Bisogna sempre vedere da dove l’alimento proviene, la sua filiera.

MARGARINA E BURRO: nelle merendine c’è la margarina vegetale, che fu creata per avere un prodotto durevole che non irrancidisse da usare nei cibi per i soldati. Se confrontiamo la margarina col burro, dopo tre ore il burro è rancido mentre dopo tre mesi la margarina è ancora come il primo giorno. Se consumiamo abitualmente quantità eccessive di questi grassi, vengono accumulati all’interno delle arterie come placche ateromatose moltiplicando i rischi di infarto.
Ecco perché è importante consumare abitualmente alimenti sani e freschi.

CARNE ROSSA E PESCI: anche qui, c’è carne e carne e chi decide di eliminare la carne a favore del pesce deve farlo con attenzione perché se poi la scelta ricade solo sul pesce d’allevamento non va bene. L’Italia dà sicurezza anche negli allevamenti ittici ma all’estero le cose sono molto diverse e gli animali spesso vivono in ambienti malsani. In alcuni allevamenti vengono somministrati mangimi contenenti emoglobina di maiale trasformando di fatto l’orata da erbivoro a carnivoro. Un pesce così va assolutamente evitato. I pesci migliori sono quelli del nostro mare perché un pesce d’allevamento nella sua vita nuota molto poco e quindi non può essere un pesce sano. Sane sono le sardine e alici, le orate, le ricciole. Il pesce azzurro è sicuro perché vive poco e quindi non accumula mercurio come invece accade ai tonni e ai pesci spada che vivono 15 anni e hanno tempo di accumulare tantissimi agenti inquinanti che poi mangiamo anche noi nutrendoci delle loro carni.
In tanti allevamenti esteri i maiali sono incatenati e privati di coda e denti perché vivendo a stretto contatto gli uni con gli altri e non muovendosi si cannibalizzano. Che carne è questa, allora? Che prosciutto mi dà? Se c’è invece una fetta di carne rossa di un cinghiale o di un maiale che è stato allevato allo stato semibrado con ghiande e mele allora si tratta di un buon alimento.
Per questi motivi non è così semplice dire carni rosse no pesce sì. Bisogna vedere ancora e sempre da dove deriva l’alimento, indagare il più possibile su come è stata allevata la bestia.
In Italia abbiamo la fortuna di avere tantissimi allevamenti seri. Scegliamo prodotti italiani sapendo che nel prosciutto di buona qualità non ci sono i nitriti che sono conservanti veramente dannosi.
Parlando invece di vegetali che possono darci benefici nella gestione del colesterolo bisogna citare frutta di stagione (ricca di fibre e di antiossidanti), aglio, cavoli, rape, finocchi, spinaci, sedano, peperoncino, cetrioli, frutta secca.
Gli antiossidanti prevengono le malattie cardiovascolari. Evitano l’ossidazione del colesterolo “cattivo” all’interno delle pareti arteriose e permettono al sangue ossigenato di giungere agli organi e irrorarli, non compromettendone la funzionalità: fra questi troviamo le vitamine C, E, A, il selenio, il coenzima Q10.

LA MELA: contiene pectina, una fibra solubile in grado di tenere bassi i livelli di colesterolo e in grado di contrastare l’ossidazione del colesterolo LDL. La mela contiene anche quercetina, un flavonoide che mantiene in salute il cuore e ha proprietà antinfiammatorie importanti.

IL CARCIOFO: alimento pregiatissimo di cui mangiamo il fiore e buttiamo via le foglie e molte volte anche il gambo; invece basta far bollire in una caraffa d’acqua 3 o 4 foglie di carciofo per circa 20 minuti, far riposare e poi bere nell’arco della giornata. Il sapore è molto amaro ma questo decotto abbassa tantissimo il colesterolo e il fegato viene stimolato a produrre più bile. Se vogliamo un sapore più gradevole possiamo fare un decotto un poco più strutturato portando a ebollizione sempre per 20 minuti buccia di agrumi, tarassaco, carciofo, betulla.

IL TARASSACO: è un ottimo diuretico e digestivo. Favorisce l’eliminazione biliare del colesterolo in eccesso e ne riduce l’assorbimento grazie al suo contenuto di fitosteroli e fibre solubili.

L’INFUSO DI ROSMARINO: ha la capacità di riattivare la funzionalità epatica e aumentare la produzione di bile. Attraverso la bile il nostro organismo elimina il colesterolo in eccesso. Lasciando il rosmarino in ammollo in acqua bollente per 10 minuti otteniamo una tisana che è un valido rimedio contro colesterolo e trigliceridi e ha proprietà digestive.
LA SOIA GIALLA: è un grandissimo ipocolesterolemizzante che usano in pochi perché è un legume “scomodo”. Bisogna, infatti, metterlo a mollo per 24 ore e poi cuocerlo per 4. È dimostrato però che mangiare soia gialla abbassa notevolmente la colesterolemia. Per renderla appetibile bisogna mescolarla con ceci e lenticchie e preparare delle zuppe. Ha le stesse proteine della carne ma è vegetale e quindi un ottimo alimento. Attenzione però: la soia rossa e la soia verde in realtà non sono soia ma si tratta di fagioli (azuki e mung).

LA MELANZANA: è ricchissima di cinarina che anch’essa abbassa fortemente il colesterolo.

VINO ROSSO: non abbassa il colesterolo ma è un piccolo trucco per alzare il colesterolo HDL, quello buono. Le dosi non devono superare un bicchiere al giorno. Alleata importante del vino in questa funzione è l’attività fisica che non deve mai mancare. Da farsi almeno 2-3 volte la settimana.

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