di Fulvio Massini

Promuovere le infrastrutture per le due ruote è un investimento. Soprattutto in previsione delle vacanze. Il cicloturismo migliora la salute e la qualità dell’aria e anche le finanze. Pensateci, state lavorando per pagare bollo, l’assicurazione, la benzina, la palestra di spinning. Meglio la bici, no?

Ho buone e cattive notizie. C’è un modo per creare milioni di euro per le economie locali e supportare le piccole attività proteggendo l’ambiente, promuovendo la salute e l’attività fisica. Questa è la buona notizia. La cattiva è che ancora non se ne parla abbastanza.
La buona notizia è il cicloturismo, che in America ha prodotto 70 miliardi di dollari nel 2012, secondo maggior fatturato delle attività all’aria aperta, dopo i campeggi.
Senza la grande comunicazione che si meriterebbe, questo business potenzialmente miliardario si esprime solo parzialmente rispetto alle reali possibilità. Non ne trarrebbero beneficio soltanto i negozi di bici ma l’intera comunità. Non è un caso che, in occasione di eventi come le “Vie Bianche” e “L’Eroica”, a Siena tutte le camere di hotel siano prenotate dall’anno prima. Senza considerare tutta la pubblicità al panorama delle colline toscane.
In tutta l’Italia molti già ci lavorano, si stanno inventando e costruendo da zero piste ciclabili e attrezzando e rinnovando le già esistenti.
Aumentare le infrastrutture è un investimento per la salute. Viaggiare in bici migliora la salute e la qualità dell’aria e, come se non bastasse, pure le finanze. Pensateci, state lavorando per pagare bollo, assicurazione, benzina, la palestra dove andate a fare spinning…
Non esistono scuse. Se lo possono fare gli scandinavi col freddo e poco sole, noi del Bel Paese dovremmo osare di più.
Inoltre, nelle nostre città sta esplodendo l’utilizzo dei servizi di bike-sharing. Così, se ancora molti treni non ammettono bici a bordo, è possibile visitare una città d’arte avendo la sicurezza di potere noleggiare una due ruote a ottimi prezzi, senza vincolo su dove lasciarla e come proteggerla.
Il movimento coinvolge anche i non appassionati di ciclismo o di qualsiasi altro sport. Non si va in bici solo per fare sport e stare in forma, ma per viaggiare con ritmi più umani. Il tempo necessario a percorrere la strada fra un posto e l’altro è parte dell’esperienza e dell’avventura. Un viaggio che permette di incontrare nuove persone e conoscere più profondamente i luoghi che si visitano.
Non solo il cicloturismo sulle grandi vie. Posti ormai in disuso come le miniere di estrazione abbandonate vengono riciclate come scenari perfetti per essere attraversate con le mountain-bike. Per non parlare delle migliaia di percorsi già esistenti. Grandi itinerari di trekking a piedi e a cavallo si prestano per le esplorazioni a due ruote.
Le grandi marche non sono indifferenti. Le bici da cicloturismo sono una categoria a sé stante, e ce ne sono per tutte le tasche e grado di comfort richiesto. Se progettate percorrenze lunghe oppure ripide, magari ripetute nel tempo, il consiglio è quello di trovare una bici a pedalata assistita elettronicamente. Lasciate la fatica a chi se la può permettere. Il cicloturista in vacanza percorre già molti più chilometri di quanti è abituato a farne a casa.
Un grande vantaggio, se state iniziando a pensarci ma non siete convinti e siete ancora scettici sul vostro senso dell’orientamento, consiste nel viaggiare in compagnia di altri cicloturisti ai quali, magari, rendete il favore a casa vostra. Esistono anche servizi professionali, grazie ai quali si viaggia in gruppo con un minibus “tecnico” al seguito, che alleggerisce della zavorra dei bagagli e tutela dai ritardi in caso di stanchezza o di danni al mezzo.
Campeggi e Bed & Breakfast si stanno attrezzando per venire incontro alle esigenze del cicloturista, offrendo stalli, punti riparazione con tariffe promozionali.
Per un tour in città sono sufficienti 3 ore: basterà una normalissima city bike, magari con un opportuno cestino (attenzione a non riporci cose di troppo valore, specialmente se posteriore).
Si può viaggiare in bicicletta per un giorno, un weekend, per pochi giorni o per qualche settimana. I costi di trasporto abbattuti e la libertà nella pianificazione del viaggio rendono questo tipo di turismo sostenibile sia per l’ambiente che per le tasche, oltre a essere un modo di creare connessioni autentiche con luoghi e persone lontane. Il vero motore del cicloturista non sono le gambe ma la sua curiosità.

(Scritto con la collaborazione di Filippo Galattini).

 

(Scritto in collaborazione con Filippo Galantini)

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