di Fulvio Massini

Il nuoto è lo sport per chi vuole rimettersi in forma avendo come obbiettivo primario la salute cardiovascolare. È provato“chi dedica almeno 3-4 volte a settimana, 15-45 minuti al nuoto, beneficia di un abbassamento della pressione sanguigna e di un miglioramento della funzione vascolare del cuore”

Cari amici è ora di cambiare. Con le giornate povere di luce e le temperature che sfiorano lo zero la vostra quotidiana attività fisica ha bisogno di trasferirsi in un ambiente protetto. La piscina potrebbe esser la vostra soluzione. Non abbiate paura. Anche se non sapete nuotare, se il contatto con l’acqua non vi entusiasma e la piscina vi incute un certo timore, non preoccupatevi, vedrete che sarà semplice e divertente.

Ricordiamo che l’attività in acqua ha pochissime controindicazioni. Adatta a tutti e a tutte le età. L’assenza dell’azione della forza di gravità fa si che sia poco traumatica e, nel momento in cui ci immergiamo, i nostri muscoli e le nostre articolazioni lavorano in totale scarico non subendo quei carichi di lavoro a cui le normali attività sportive ci sottopongono. I benefici sulle strutture cardiovascolari sono evidenti. Uno studio pubblicato nell’aprile 2012 sulla rivista «American Journal of Cardiology» dal titolo:

Effects of Swimming Training on Blood Pressure and Vascular Function in Adults > 50 Years of Age,  dimostra che chi si dedica almeno 3-4 volte a settimana al nuoto per un tempo che va dai 15 ai 45 minuti può beneficiare di un abbassamento della pressione sanguigna e di un miglioramento della funzione vascolare del cuore.

Per chi si avvicina a questo sport bisogna considerare che la tecnica assume un aspetto fondamentale. Incide notevolmente sull’attività con valori nell’ordine del 75-80%. Solo il restante 20-25% è dato dal livello di forma fisica. Anche chi nuota da diversi anni il consiglio è di consultare di tanto in tanto un istruttore e far correggere eventuali errori. Se non avete mai messo piede in piscina iscrivetevi a un corso di nuoto. Oggi, molte strutture organizzano dei corsi specifici per adulti soprattutto in orari mattutini. Il primo passo deve essere il raggiungimento di un buon stato di galleggiamento e scivolamento in acqua. Una volta appresi questi fondamenti e raggiunto un buon grado di rilassamento in acqua si potrà iniziare con lo stile libero.

Ma vediamo effettivamente gli elementi fondamentali del Crawl. Le fasi tecniche per l’avanzamento in acqua sono principalmente quattro per la bracciata: presa, trazione, spinta, recupero.

• La presa: è l’entrata in acqua della mano che deve “prendere” l’acqua.

• La trazione: è la parte propulsiva in cui mano e avambraccio spingono sino al petto attraverso il rollio del corpo.

• La spinta: è la parte finale della bracciata che va dal petto sino all’uscita dell’acqua.

• Il recupero: è la fase in cui la mano esce dall’acqua, il gomito si piega e il braccio viene portato avanti tenendo con il gomito davanti alla spalla e il braccio rilassato.

A queste vanno aggiunte le due fasi per la “gambata”: discendente, ascendente.

Discendente: è la fase in cui avviene la flessione della gamba sulla coscia e il piede totalmente esteso.

Ascendente: la gamba torna in superficie con il tallone che esce dall’acqua.

Non voglio di certo annoiarvi con tutti i dettagli tecnici, ci penserà il vostro istruttore a spiegarvi e soprattutto a farvi sentire il movimento in acqua. Dovrete esser concentrati sul vostro corpo, cercare di sentirlo mentre si sposta in acqua e porre attenzione ai movimenti delle mani/braccio e gambe. In poche parole dovrete aumentare la vostra percezione del corpo in acqua. Ricordatevi, amici cardiopatici, il nuoto permette di mantenere allenati cuore e polmoni. Buon divertimento. Sforzatevi di battere il crawl, ovvero di nuotare a stile libero, considerato il nuoto per definizione.

di Fulvio Massini

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