È l’incubo di tutte le donne e, a quanto pare, solo poche fortunate non ne sono afflitte: secondo i dati, colpisce infatti il 90-95% circa della popolazione femminile e solo molto raramente quella maschile. Ma che cos’è la cellulite? Un banale problema estetico o una vera e propria patologia?
Da che cosa è determinata? Come combatterla o, meglio ancora, come prevenirla?
Se certamente non si presenta come un’affezione particolarmente grave dal punto di vista clinico, può essere tuttavia considerata una sorta di campanello d’allarme (che si manifesta come un inestetismo poco amato) di una circolazione venosa e linfatica del nostro organismo non ottimale.

Che cos’è la cellulite
La cellulite, o PEFS (pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica), è una malattia che consiste in un’ alterazione del tessuto sottocutaneo caratterizzata da ipertrofia delle cellule adipose (che subiscono alterazioni di forma e volume) e ritenzione idrica (accumulo di liquidi in eccesso), dovuta a un’alterazione della circolazione che rallenta il flusso del sangue provocando la stasi di liquidi negli spazi intercellulari. Nella fase più avanzata, la cellulite degenera in una vera e propria patologia, con deficit circolatorio nella zona interessata in cui si formano noduli duri e dolenti di tessuto adiposo.

Cause e fasi di sviluppo
La cellulite si riscontra principalmente nelle donne di razza bianca in età fertile; con l’età il problema si accentua.
I fattori che determinano l’insorgenza della cellulite sono molteplici:

  • genetici : predisposizione genetica se altri parenti diretti soffrono della patologia;
  • ormonali : l’azione degli estrogeni (gli ormoni femminili) favoriscono un accumulo di peso su fianchi, glutei, cosce e ginocchia, facilitando la ritenzione idrica;
  • vascolari : il rallentamento del circolo sanguigno a livello degli arti inferiori favorisce l’insorgere della cellulite.

Questi fattori possono essere aggravati da cause secondarie, quali: vita sedentaria e scarsa attività fisica, alimentazione scorretta, fumo e/o alcol, stress, sovrappeso, abiti e scarpe troppo stretti, postura che ostacola la circolazione (gambe accavallate).
La malattia ha un’evoluzione di tre fasi:

  • fase edematosa: la microcircolazione venosa e linfatica si altera a causa di microlesioni delle pareti dei vasi con ristagno di liquidi nei tessuti (intorno ai glutei, alle cosce e alle braccia). Comune la sensazione di pesantezza e di gonfiore alle gambe e ai piedi;
  • fase fibrosa: le cellule adipose rimangono imprigionate nei tessuti circostanti. Le fibre elastiche, che rendono la pelle morbida e tesa, sono compresse dalle cellule adipose e l’epidermide comincia così a perdere elasticità; è in questa fase che si formano i primi piccoli noduli e la pelle assume il tipico aspetto a buccia d’arancia ;
  • fase sclerotica: i tessuti perdono progressivamente elasticità, i noduli sono di maggiori dimensioni e dolenti al tatto e la pelle a buccia d’arancia peggiora ulteriormente, divenendo a materasso.

Come riconoscerla
Il termine “cellulite” raccoglie comunemente tutta una serie di inestetismi anche molto diversi tra loro. Un errore molto diffuso, per esempio, è quello di confondere la cellulite con l’ adiposità localizzata : la differenza sostanziale consiste nel fatto che in questo caso le cellule di grasso sono normali per forma e funzioni e non si hanno alterazioni del tessuto circostante, mentre nella cellulite le cellule adipose sono alterate nella loro funzione ed è coinvolto anche il tessuto circostante. Si può dunque essere in sovrappeso senza avere la cellulite e si può soffrire di cel
lulite senza essere in sovrappeso!
Soprattutto nelle fasi iniziali, le alterazioni sono microscopiche e l’unico modo per accertare la presenza di cellulite è quello di ricorrere a strumenti diagnostici, che permettono di registrare la diminuzione di irrorazione sanguigna nella zona. Ma quando, allora, si tratta di cellulite?
Perché si possa parlare di cellulite, devono presentarsi alcuni elementi caratteristici:

  • dolore al tatto: toccando la zona superficialmente o in profondità, ma a volte anche allo sfioramento si avverte un dolore che dura a lungo; presenza alla palpazione di micro o macronoduli;
  • presenza di smagliature;
  • colore grigio-giallastro della pelle a causa della ridotta circolazione capillare;
  • predisposizione ai lividi: è sufficiente un piccolo trauma per far comparire una macchia bluastra, causata dai vasi sanguigni fragili e dalla cattiva circolazione;
  • pesantezza e formicolii agli arti inferiori;
  • freddo agli arti inferiori.

Come prevenirla
Le raccomandazioni per la prevenzione della cellulite comprendono il rispetto di alcuni principi fondamentali che ben si applicano anche alla prevenzione della salute generale del nostro corpo: nel cercare di contrastare la comparsa di uno sgradevole inestetismo, dunque, aiutiamo tutto il nostro organismo a restare in forma.

Regolare esercizio fisico : migliora la circolazione, incrementa la massa magra e, cosa da non trascurare, su una pelle tonica ed elastica la cellulite si nota meno. Inoltre, poiché la cellulite predilige alcune zone del corpo (cosce, glutei e fianchi), è consigliabile abbinare alla regolare attività fisica esercizi specifici per le parti interessate.

Alimentazione sana ed equilibrata : l’attività fisica deve essere sempre accompagnata da un regime alimentare regolare ed equilibrato. È bene adottare una dieta ricca di vegetali e fibre, evitare i cibi ricchi di grassi, gli alcolici e limitare l’uso del sale. L’acqua si rivela fondamentale: aiuta il circolo linfatico e consente l’eliminazione delle sostanze tossiche e di rifiuto; ideale il consumo di acqua povera di sodio, che favorisce la diuresi. Curare la salute della propria pelle : eliminare o limitare l’abitudine al fumo e all’alcool.

Massaggi : i massaggi, se inseriti in un programma di prevenzione che preveda anche gli elementi sopra descritti, possono migliorare la microcircolazione, favorire lo smaltimento delle tossine e il drenaggio dei liquidi.

Una volta sopravvenuta, la cellulite si dimostra difficile da debellare e i trattamenti puntano più sul miglioramento della situazione sul piano estetico. La migliore cura, che consiste in uno stile di vita sano e regolare, resta sempre la prevenzione: se seguita con rigore, consente di ritardare e limitare l’insorgenza della cellulite.

Tessuto sottocutaneo e ritenzione idrica
Il tessuto sottocutaneo (o pannicolo adiposo sottocutaneo ), situato sotto il derma e costituito da fibre e grasso, ha il compito di proteggere i tessuti profondi dai traumi, limitare la dispersione termica nonché rappresentare una riserva energetica. È ricco di cellule adipose, in misura variabile a seconda dello stato di nutrizione, del sesso e dello stato ormonale del soggetto.
Quando il tessuto si modifica, con la conseguente comparsa di cellulite, significa che qualcosa nell’organismo non funziona correttamente. La causa principale della comparsa della cellulite è infatti una cattiva circolazione del sangue : quando si determina un rallentamento del flusso sanguigno negli arti inferiori, acqua e tossine si accumulano nel tessuto sottocutaneo (ritenzione idrica); ciò causa uno stimolo alla produzione di fibre elastiche che col tempo vengono circondate da gruppi di cellule adipose, dando così origine alla formazione di rigonfiamenti localizzati (edemi), accompagnati da una sensazione di pesantezza a livello delle zone interessate. Questa situazione può degenerare ulteriormente, dando origine alla nota “buccia d’arancia”.
Il rallentamento della circolazione sanguigna è determinato da un’alterazione delle vie di trasporto del sistema venoso e linfatico: il sistema venoso trasporta il sangue venoso (ricco di anidride carbonica) al cuore, quello linfatico trasporta la linfa. Se le vene sono poco toniche, il sangue ristagna e i liquidi dalle vene si muovono verso gli spazi intercellulari.

Test del pizzicotto
Datevi un pizzicotto sulla zona “incriminata”: se non sentite dolore e la pelle risulta liscia e rosata, allora si tratta di un accumulo di grasso. Per evitare che si trasformi in cellulite correte subito ai ripari. Se, dopo il pizzicotto, sentite dolore, la pelle presenta rigonfiamenti e non ritorna allo stato iniziale… potrebbe essere cellulite!

Esercizi anche al lavoro
La cattiva circolazione, un’alimentazione scorretta, una scarsa attività fisica (spesso dovuta anche a professioni che costringono all’inattività per la maggior parte della giornata) sono le cause principali della cellulite.
Un cambiamento, anche piccolo, nel proprio stile di vita potrebbe aiutare a prevenire il problema. Per riattivare la circolazione è infatti sufficiente alzarsi a intervalli regolari durante le ore di lavoro. Ma se ciò non dovesse essere possibile, suggeriamo qui alcuni esercizi molto semplici, ma anche discreti.

Esercizio 1
Da seduti, se si è costretti per molte ore alla scrivania, fate perno sulle punte dei piedi per sollevare i talloni. Ripetere tre serie da dieci almeno ogni mezz’ora.

Esercizio 2
Stando seduti, ruotate lentamente il piede, compiendo cerchi ampi e completi, prima in un senso e poi nell’altro; ripetere per 10-15 volte per ogni piede.

Esercizio 3
Da seduti, distendete le gambe e flettete i piedi verso il corpo mantenendo la posizione per alcuni secondi; poi flettete i piedi nella direzione opposta, sempre mantenendo la posizione per alcuni secondi. Ripetere 10-15 volte.

Esercizio 4
Se il lavoro invece vi costringe a restare in piedi per molto tempo, sollevatevi di tanto in tanto sulle punte dei piedi. Anche in questo caso si possono ripetere tre serie da dieci sollevamenti di volta in volta.

Una volta rientrati a casa, sollevate le gambe distese: da sdraiati appoggiando le gambe su un divano, o da seduti appoggiando le gambe su un’altra sedia. Bastano pochi minuti con le gambe sollevate per ottenere sollievo.

Cellulite in pillole
Risponde ad alcune domande il dottor Pietro Brizzi, specializzato in dermatologia e venereologia, via Privata Ubicini – 27100 Pavia, tel: 331 6082687, 330 519958 – fax: 0382 531010

Pannicolopatia edemato-fibrosclerotica (PEFS) è il termine medico per indicare l’incubo estetico delle donne: la cellulite. Partiamo dunque dal termine, coniato dai francesi nel 1922: “cellulite”. Il suffisso “ite”, come ormai molti sanno, in medicina indica un’infiammazione. La cellulite è dunque un’infiammazione? E se non è un’infiammazione, allora che cos’é? È una patologia, cioé una malattia, o semplicemente, e più banalmente, soltanto un aborrito inestetismo?
Si tratta di una ‘lipodistrofia localizzata’ ovvero una degenerazione del pannicolo adiposo sottocutaneo in seguito a una microangiopatia che è parte di una infiammazione cronica, che ha come conseguenza il noto inestetismo chiamato volgarmente ‘cellulite’.

Si è ritenuto a lungo che la causa principale di accumulo di cellulite fosse l’obesità. Quali sono, invece, attualmente, le ipotesi più accreditate sulle possibili cause?
Le cause sono sconosciute, quindi fioriscono le teorie: circolatorie, metaboliche, ormonali ecc.

Quali sono le correlazioni con le patologie cardiovascolari?
Non sono note correlazioni con patologie cardiovascolari, che io sappia.

Secondo alcuni dati la cellulite colpisce oltre l’80% delle donne in età postpuberale. In genere a quale età si manifesta? E perché predilige il genere femminile?
Si manifesta in età prepuberale a testimonianza di un ruolo ormonale.

La Has (Haute autorité française de santé), l’equivalente del nostro Ministero della Salute, ad aprile 2011 ha vietato in Francia l’utilizzo di alcuni trattamenti anticellulite che si basano sulla lipolisi adipocitaria perché ritenuti pericolosi per la salute:

  • tecniche che utilizzano agenti fisici esterni, quali ultrasuoni, laser, infrarossi o radiofrequenze (sospetto di rischio grave)
  • iniezioni di soluzioni ipotoniche (rischio grave)
  • iniezioni di prodotti lipolitici, per esempio fosfatidilcolina, desossicolato di sodio (rischio grave)
  • iniezioni di miscele mesoterapiche (rischio grave)
  • carbossiterapia (rischio grave)
  • laser transcutaneo senza aspirazione (rischio grave).

In Italia, il Ministero della Salute non si è ancora espresso al riguardo. Qual è la sua opinione?
Non sono informato su ciò che è avvenuto in Francia, ma per affermare che determinati trattamenti siano o meno efficaci o nocivi ci vogliono studi clinici approfonditi per poter esprimere un parere serio.