Il cordone ombelicale, detto anche funicolo ombelicale, è il cordone che unisce feto e placenta, quindi il neonato alla mamma. Al termine della gravidanza raggiunge una lunghezza compresa tra 50 e 60 cm (anche se, ovviamente, ogni caso è a sé) e uno spessore tra 1,5 e 2 cm.
È costituito principalmente dalle cellule dell’amnios, una delle membrane che ricoprono il bambino, è molto solido (può sopportare una trazione di 5 o 6 kg), elastico ed è difficile comprimerlo (poiché, in caso contrario, potrebbe esserci un blocco del flusso sanguigno, indispensabile per la sopravvivenza del feto). Queste caratteristiche permettono al bambino di compiere i movimenti all’interno della placenta in piena libertà. Il cordone è ricoperto da una sostanza gelatinosa (detta gelatina di Wharton) all’interno della quale scorrono tre vasi sanguigni: una vena ombelicale e due arterie ombelicali. Ciò che rende questo sangue prezioso è la presenza di cellule staminali.

Cellule staminali
Le cellule staminali sono cellule che ogni organismo possiede e che, diversamente dalle cellule differenziate (quelle che, per esempio, costituiscono le ossa, i muscoli ecc.), non sono specializzate in alcuna funzione; esse sono in grado di modificarsi in seguito, dando origine alle cellule dei vari organi e tessuti. Esistono tre categorie principali di cellule staminali: totipotenti, che possono dare origine a qualunque tipo di cellula specializzata; pluripotenti, che possono dare origine a molti tipi di cellule specializzate; monopotenti, che possono dare origine a un solo tipo di cellula specializzata. Inoltre, le cellule staminali possono avere diverse origini: fetali, se derivano da aborti e vengono gestite come nel caso di un trapianto di organi; embrionali, se derivano da embrioni in soprannumero generatisi nel processo di fecondazione assistita (embrionali eterologhe) o dal nucleo di una cellula adulta trasferito in una cellula uovo privata del suo nucleo (embrionali autologhe, che, quindi, possiedono lo stesso patrimonio genetico del donatore della cellula adulta); cordonali, se vengono estratte dal sangue presente nel cordone ombelicale.
L’interesse che il mondo scientifico rivolge a questo tipo di cellule è dovuto al fatto che gli scienziati pensano che, una volta compresi i meccanismi con cui le staminali si trasformano in cellule specializzate, sarà possibile generare cellule sane in grado di sostituire quelle mal funzionanti in organi o tessuti malati. Inoltre, queste ricerche richiamano l’attenzione anche delle aziende biotecnologiche che potrebbero essere in grado di produrre farmaci per combattere malattie genetiche finora incurabili. Naturalmente, se da una parte la ricerca sulle cellule staminali alimenta grandi speranze, è tuttavia necessario mantenere sempre una grande cautela, perché la speranza non si trasformi in illusione.

Cordone ombelicale e cellule staminali
Per quanto riguarda le cellule staminali cordonali, nel 1974 è stata verificata, nel sangue di cordone ombelicale (SCO) o placentare, la presenza di cellule staminali emopoietiche, cioè in grado di produrre globuli bianchi, globuli rossi e piastrine in quantità tali da ricostruire il midollo osseo. Successivamente è stata accertata la possibilità di utilizzare questo sangue, che viene prelevato dopo il parto e la recisione del cordone ombelicale, nel trapianto di pazienti affetti da patologie ematologiche, sia neoplastiche (come leucemie e linfomi) sia non neoplastiche (come gravi forme di anemia e talassemia); nel 1989, infatti, un paziente affetto da anemia di Fanconi è stato curato con successo appunto tramite il trapianto di cellule staminali provenienti dal cordone ombelicale del fratello. Qualche anno più tardi, nel 1993, è stato effettuato il primo trapianto con sangue placentare non correlato e, da quel momento, il numero dei trapianti di questo tipo continua a crescere.

Nuove prospettive di ricerca
Finora i risultati migliori sono stati ottenuti nel campo dell’ematologia, ma la ricerca prosegue e si allarga a nuovi obiettivi. In alcuni policlinici italiani, come Milano, Pavia, Torino, Padova, Bologna ecc., gli scienziati si stanno concentrando sulla plasticità delle cellule staminali, ovvero sulla possibilità di differenziazione in cellule somatiche appartenenti a tessuti di natura non emopoietica, come il cuore, il tessuto muscolare, il tessuto nervoso ecc., caratteristica che sembrerebbe molto spiccata nelle cellule del sangue placentare. Gli studi in corso (finora solo su modello animale) sono rivolti soprattutto all’ematologia, alla cardiologia e alla neurologia; tuttavia è ancora presto per parlare di nuove strategie di cura, come è ancora difficile prevedere i tempi di realizzazione: è necessaria una eccezionale ricerca in laboratorio, ma questa deve essere seguita da risvolti pratici applicabili all’uomo, quindi con caratteristiche di sicurezza, sterilità e divisibilità etica. Tutti questi studi sono stati possibili grazie alla donazione del cordone ombelicale di tante coppie. È quindi fondamentale che sempre più genitori aderiscano a questo progetto che permetterà, così, non solo di contribuire alla cura di alcune gravi patologie, ma anche allo sviluppo della ricerca di nuove applicazioni.

Come funzionano le donazioni
Il 4 maggio 2007 il Ministero della Salute ha pubblicato un’ordinanza per regolamentare il tema della raccolta, donazione, conservazione e utilizzo del sangue del cordone ombelicale. In realtà, come emerge dal documento stesso, l’ordinanza nasce dalla necessità di dare una struttura a una prassi in atto da tempo. Infatti, nell’ambito della donazione pubblica era già prevista e correttamente praticata la raccolta del sangue cordonale, sia per uso solidaristico (cioè per chiunque ne avesse bisogno o a scopo di ricerca) sia per uso dedicato (destinato, cioè, a un determinato individuo, già affetto da una patologia per la quale era confermata la validità di una cura con cellule staminali da sangue cordonale). Ma cosa è necessario fare per donare il sangue cordonale? Innanzi tutto, come per le normali donazioni di sangue, è necessario essere in buone condizioni di salute, per evitare il rischio di trasmettere eventuali malattie al soggetto ricevente. Vi sono poi alcuni criteri riguardanti l’esistenza di patologie a carico dei genitori o di altri familiari, che vengono rilevate mediante dettagliati questionari clinici compilati dal personale sanitario durante il colloquio con la donatrice. Altri elementi da tenere in considerazione sono di natura ostetrico/neonatale e vengono valutati dal personale medico e ostetrico durante la gestazione e al momento del parto: gestazione inferiore a 34 settimane; rottura delle membrane superiore a 12 ore; febbre della madre superiore a 38° al momento del parto; malformazioni congenite del feto; stress fetale.

Il consenso informato alla donazione
Il personale medico deve essere autorizzato dalla coppia donatrice a effettuare la raccolta del sangue cordonale; perché questo avvenga è necessario che la coppia sottoscriva un documento in cui affermi la disponibilità alla conservazione gratuita del campione presso la Banca pubblica collegata al centro di prelievo e, soprattutto, ad acconsentire alle indagini di laboratorio e ai test genetici previsti dalla legge per accertarne l’idoneità a scopo terapeutico o per l’utilizzo a scopo di ricerca.

La raccolta del sangue
La raccolta viene eseguita da personale ostetrico addestrato secondo procedure standard: a questo scopo vengono utilizzate apposite sacche monouso, dotate di dispositivi di sicurezza per l’operatore e di sistemi a circuito chiuso per il campionamento, per assicurare l’integrità della sacca e la sterilità del prelievo. La raccolta avviene al momento del parto, sia vaginale sia cesareo, quando il cordone è già stato reciso e il neonato è stato allontanato dal campo operativo: non c’è dunque alcun pericolo né per la madre né per il neonato. Una volta avvenuta la raccolta, le unità di sangue cordonale vengono etichettate con codici a barre per garantirne la futura tracciabilità (sempre nel massimo rispetto della privacy) quando il campione verrà inserito nel registro dei donatori. Il trasporto alla Banca del sangue avviene entro 36 ore dal prelievo in appositi contenitori in grado di mantenerne l’integrità e la purezza (l’assenza di agenti infettivi endogeni).

L’ordinanza del Ministero della Salute
L’ordinanza definisce che la conservazione di sangue cordonale è consentita e gratuita:

  • per uso allogenico (trapianto da donatore) a fini solidaristici;
  • per uso dedicato al neonato o a consanguineo in atto al momento della raccolta, per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l’utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale;
  • per uso dedicato nel caso di famiglie ad alto rischio di avere ulteriori figli affetti da malattie geneticamente determinate per le quali risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l’utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale.

Inoltre, l’ordinanza stabilisce esplicitamente che:

  • le banche per la conservazione del sangue cordonale devono essere individuate e autorizzate dalle Regioni;
  • le banche per la conservazione del sangue cordonale possono essere solo di carattere pubblico e non è possibile istituire banche per la conservazione di sangue da cordone ombelicale presso strutture sanitarie private anche accreditate ed è vietata ogni forma di pubblicità a esse connessa.

Che cos’è una Banca del sangue?
La Banca del sangue è una struttura complessa all’interno della quale vengono effettuate tutte le procedure che permettono di conservare il sangue donato, dalla raccolta, allo stoccaggio al rilascio delle unità di sangue a coloro che ne hanno bisogno. Le unità, per essere considerate idonee alla conservazione e all’utilizzo, devono possedere dei requisiti ben precisi. La Banca provvede ad assicurarsi che le unità abbiano queste caratteristiche e vengano trattate in maniera corretta; per questo tutte le Banche utilizzano protocolli standardizzati comuni in modo da offrire prodotti uniformi. Infatti, quando un centro trapianti cerca un’unità compatibile per un paziente deve avere la possibilità di accedere a un inventario che immediatamente presenti tutte le unità disponibili senza dover ripetere la ricerca per ogni Banca e, soprattutto, deve avere la garanzia sulla qualità delle unità indipendentemente dalla Banca di riferimento.
Nel 1996 la Milano Cord Blood Bank ha avviato il progetto NetCord, che, dopo una prima fase pilota, è stato formalmente costituito nel 1998. Grazie a questo progetto ogni singola Banca possiede un proprio inventario di unità accessibile on-line a tutte le altre banche del network. Due banche, quella di Dusseldorf e quella di Milano, funzionano da Centri dati: il loro compito è quello di ricevere le richieste di ricerca, controllare l’inventario e inviare la risposta al centro trapianti interessato. Ulteriori contatti dopo questa prima fase di ricerca vengono gestiti direttamente dalla banca in cui è conservata l’unità di sangue disponibile. Attualmente, fanno parte di questo progetto, oltre alla maggior parte delle Banche europee, anche Banche americane e asiatiche.

Informazioni utili
Riportiamo di seguito i contatti di alcuni centri di raccolta del sangue cordonale a cui è possibile rivolgersi per avere informazioni sulla donazione. Informazioni dettagliate possono essere reperite anche sul sito http://www.adisco.it

ABRUZZO
Banca del Sangue di Cordone Ombelicale Regione Abruzzo PEBC Dipartimento di Medicina Trasfusionale
Ospedale Civile dello Spirito Santo
Via Fonte Romana, 8 65100 Pescara
tel.: 085 4252687
e-mail: tizianabonfini@virgilio.it; www.trasfusionalepescara.it

CALABRIA
Calabria Cord Blood Bank Presidio Ospedaliero “Eugenio Morelli”
V.le Europa, Caserma Cantaffio 89133 Reggio Calabria
tel.: 0965 393723
e-mail: calabriacord@libero.it; www.bancacordonecalabria.it

CAMPANIA
Banca SCO Campania AORN Santobono-Pausilipon Dip. di Oncologia Ospedale Pausilipon
Via Posillipo, 226 80123 Napoli
tel.: 081 2205511
e-mail: bascocampania@libero.it; canaan3@inwind.it

EMILIA ROMAGNA
Emilia Romagna Cord Blood Bank Servizio di Medicina Trasfusionale
Policlinico S. Orsola – Malpighi
Via Massarenti, 9 40138 Bologna
tel.: 051 6363011 / 6364779 fax: 051 6363527
e-mail: ercb@aosp.bo.it; marina.buzzi@aosp.bo.it; pasqualepaolo.pagliaro@aosp.bo.it

LAZIO
Banca del sangue del cordone ombelicale La Sapienza
Azienda Policlinico Umberto I – Università La Sapienza
Via Chieti, 7 – 00161 Roma
tel.: 06 49976549

Banca del sangue placentare Ospedale S. Eugenio -Università Tor Vergata
P.le dell’Umanesimo, 10 00144 Roma
tel.: 06 51002259

Unicatt Cord Blood Bank Istituto di Ematologia Servizio di Emotrasfusione Università Cattolica Sacro Cuore
L.go A. Gemelli – 00168 Roma
tel.: 06 30154068 / 4514

LIGURIA
Banca Cordone Ombelicale – Genova SINT
Azienda Ospedaliera San Martino
L.go R. Benzi, 10 – 16132 Genova
tel. 010 5553148
e-mail: paolo.strada@hsanmartino.it

LOMBARDIA
Milano Cord Blood Bank Centro trasfusionale e di Immunologia dei trapianti
Ospedale Maggiore
Via F. Sforza, 35 – 20122 Milano
tel.: 02 55034050 / 4087
e-mail: prebulla@policlinico.mi.it

Pavia Cord Blood Bank Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale
IRCCS Policlinico San Matteo
Viale Golgi, 19 – 27100 Pavia
tel.: 0382 503086 / 3627 / 3423
e-mail: l.salvaneschi@smatteo.pv.it

PIEMONTE
Torino Cord Blood Bank Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale
Az. Ospedaliera OIRM S. Anna
P.zza Polonia, 94 – 10126 Torino
tel.: 011 313 5568 / 5787
e-mail: tcbb@oirmsantanna.piemonte.it

PUGLIA
Banca cordonale regione Puglia Servizio di Medicina Trasfusionale -Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza
V.le Cappuccini, 1 71013 San Giovanni Rotondo (FG)
tel.: 0882 416206 dal lunedì al sabato dalle 11:00 alle 13:30
e-mail: banca.cordonale@operapadrepio.it; l.dimauro@operapadrepio.it; m.santodirocco@operapadrepio.it

SICILIA
Banca del Sangue Cordonale di Sciacca
Azienda Ospedaliera OCR di Sciacca
Via Pompei Contrada Seniazza 92019 Sciacca (AG)
tel.: 0925 23852
e-mail: bancacordone@ospedaledisciacca.it

TOSCANA
Banca di sangue placentare di Firenze U.O. Ematologia
Azienda Ospedaliera Careggi
V.le Morgagni, 85 50134 Firenze
tel.: 055 7947672
e-mail: cbbfirenze@dac.unifi.it

VENETO
Padova Cord Blood Bank Clinica di Oncoematologia pediatrica
Azienda ospedaliera di Padova
Via Giustiniani, 3 35128 Padova
tel.: 049 8213535

Banca del Sangue di Cordone Ombelicale
Azienda Ospedaliera di Verona
tel.: 045 8124738 fax: 045 8124135
e-mail: bancacordone.verona@azosp.vr.it oppure aurora.vassanelli@azosp.vr.it