L’affaticamento può essere definito come una mancanza di energia o un generalizzato stato di stanchezza. Può essere una risposta fisiologica normale del nostro corpo, quando si manifesta in seguito a:

  • mancanza di sonno;
  • attività fisica;
  • cattiva alimentazione;
  • assunzione di alcuni tipi di medicinali, come gli antipertensivi;
  • inattività prolungata e noia;
  • ansia, stress e depressione.

Tuttavia, può anche essere un sintomo ricorrente di molte patologie e disturbi, tra cui quelli di natura endocrina, come l’ipotiroidismo e il diabete.
La condizione di affaticamento viene percepita dal soggetto stesso che dichiara di sentirsi debole, esausto o sonnolento; si può manifestare come un improvviso e aumentato bisogno di riposo, che spesso però, anche una volta soddisfatto, non riesce a garantire un ottimale recupero delle energie.

Stanchezza e diabete: che relazione c’è?
Tra i sintomi del diabete la stanchezza è ricorrente. I soggetti con diabete di tipo1 (quello insulino-dipendente) accusano spesso una stanchezza persistente che è dovuta a un’insufficiente produzione di insulina; questo ormone regola la quantità di glucosio nel sangue e ne permette l’ingresso nelle cellule, dove viene trasformato in energia e quindi utilizzato come carburante nei processi dell’organismo.
Le persone con diabete di tipo2 (non insulino-dipendente), invece, possono accusare stati di affaticamento perché possono essere soggetti a una condizione nota come insulino resistenza, per cui il loro corpo non è in grado di riconoscere e di utilizzare in modo appropriato l’insulina e quindi di ottenere l’energia di cui ha bisogno: il risultato di questa condizione è una ricorrente stanchezza. Questa situazione interessa il 90% dei soggetti con diabete di tipo 2, ma si riscontra anche nel caso del diabete gestazionale, una malattia che insorge durante la gravidanza, ma che, normalmente, regredisce dopo il parto (anche se, durante i 9 mesi della gravidanza, richiede un’attenzione particolare per tutelare la salute della mamma e del bambino).

Il diabete può determinare stati persistenti di stanchezza in conseguenza delle altre complicanze che può determinare, quali:

  • ipoglicemia (bassi livelli di glucosio nel sangue): quando il glucosio disponibile è scarso, il corpo non è in grado di produrre energia sufficiente per nutrire i muscoli e portare avanti i normali processi fisiologici. Questo porterà a una sensazione di stanchezza e affaticamento;
  • iperglicemia (alti livelli di glucosio nel sangue): è la situazione opposta a quella descritta nel punto precedente, ma l'effetto è analogo. In questo caso il glucosio non viene reso disponibile perché il corpo non dispone di insulina in quantità sufficiente oppure perché non è in grado di utilizzare in modo efficiente quella di cui dispone. Di conseguenza il glucosio, rimanendo in circolo anziché entrare nelle cellule, non viene trasformato in energia, la cui scarsità provoca una sensazione di affaticamento nei soggetti iperglicemici;
  • obesità: è un dato di fatto che la maggior parte delle persone affette da diabete di tipo 2 sono in sovrappeso o addirittura obese. L’eccesso ponderale, oltre a rendere tutti i movimenti più faticosi e stancanti, riduce la funzionalità fisica e fiacca anche il desiderio di muoversi e fare attività fisica;
  • cheto acidosi diabetica (una condizione di grave iperglicemia accompagnata dalla formazione di corpi chetonici nel sangue): le persone che ne soffrono spesso si sentono estremamente affaticate perché il loro corpo non possiede la quantità di insulina sufficiente per trasformare il glucosio in energia. Inoltre, la formazione e l’accumularsi di corpi chetonici nel sangue interferisce con il normale svolgimento dei processi fisiologici e metabolici dell’organismo;
  • disidratazione: un sintomo caratteristico del diabete che può accompagnarsi a iperglicemia, poliuria, cheto acidosi e sindrome iperglicemica iperosmolare non-chetonica. In generale, la mancanza di fluidi in quantità sufficiente nel nostro organismo lo debilita e, in particolare nei soggetti diabetici, anche una lieve variazione dei livelli di idratazione può causare complicazioni. Nei casi più gravi, la disidratazione, associata ad alti livelli di glucosio nel sangue, può portare al coma diabetico;
  • neuropatia autonomica: un danno a livello del sistema nervoso autonomo – quello che controlla le funzioni involontarie del corpo, come la digestione – spesso associato alla presenza di diabete. Questa forma di neuropatia può determinare un abbassamento della pressione arteriosa (ipotensione) a causa della quale l’individuo si sente stanco, affaticato e senza energie;
  • ipertensione arteriosa: può determinare uno stato di affaticamento, al pari dell’ipotensione arteriosa;
  • malattia coronaria: una malattia caratterizzata da un indurimento delle arterie coronarie. Si tratta di un tipo di malattia cardiaca in cui le arterie coronarie si restringono e si intasano, causando la diminuzione della quantità di sangue che, attraverso di esse, può raggiungere il cuore. Di conseguenza, i pazienti con coronaropatia si stancano facilmente perché il cuore, indebolito, fatica a pompare sangue e ossigeno in quantità sufficiente per alimentare i regolari processi fisiologici dell’organismo. Anche alcuni farmaci per le malattie cardiache e gli antipertensivi possono essere causa di stanchezza;
  • scompenso cardiaco: analogamente a quanto detto nel punto precedente, i soggetti che hanno un cuore scompensato si stancano più facilmente perché il loro cuore debilitato non riesce a pompare sangue in quantità sufficiente. Le persone con il diabete corrono un rischio più alto di sviluppare scompenso cardiaco e coronaropatia;
  • arteriopatia periferica: si tratta di una patologia in cui dei depositi di grasso (placche aterosclerotiche) si depositano sulle pareti delle arterie, soprattutto delle gambe, ostruendo il flusso sanguigno. Secondo i dati, questa condizione, che si manifesta con dolore agli arti inferiori soprattutto durante il movimento, colpisce circa la metà dei soggetti diabetici e, nei casi più gravi, può richiedere l’amputazione dell’arto colpito;
  • malattie renali: una patologia renale, come la nefropatia diabetica, può causare un accumulo di scorie nell’organismo e anemia (riduzione dei globuli rossi nel sangue). Sia la malattia renale che l’anemia sono solitamente accompagnati da uno stato ricorrente di affaticamento.

Cura e prevenzione della stanchezza diabete-correlata
In caso di soggetti diabetici, gli elevati livelli di glucosio nel sangue sono tra le prime cause di stanchezza: tenerli sotto controllo è il primo passo per prevenire l’affaticamento e mettere a punto un piano di controllo insieme al proprio medico può essere un valido aiuto per raggiungere questo obiettivo. Normalmente, il trattamento antidiabete, oltre ai rimedi farmacologici, prevede anche un cambiamento dello stile di vita tramite regole che includono la dieta e l’esercizio fisico e che sono, già di per sé, un buon metodo preventivo per tenere sotto controllo gli accumuli di zuccheri nel sangue.
Queste regole sono valide anche per le persone non diabetiche; tutti, infatti, possono sentirsi meno stanchi e più carichi di energia osservando alcune semplici abitudini:

  • praticare un’attività fisica regolare, svolgendola lontano dalle ore che precedono il riposo notturno;
  • un riposo regolare e adeguato;
  • un’alimentazione sana;
  • il mantenimento di un peso corporeo adeguato;
  • un consumo limitato di alcol e caffeina;
  • il controllo dei sovraccarichi di stress.

Se necessario, si può anche ricorrere a una terapia di sostegno psicologico.
In generale, la scelta del tipo di trattamento degli stati di affaticamento dipende dalle loro cause. Ricordiamo che la stanchezza può essere curata con successo già mettendo in pratica le regole che servono a prevenirla. Per esempio, se sappiamo di avere abitudini di riposo irregolari e disordinate, possiamo cominciare a curarci andando a letto prima e possibilmente a orari costanti; sembra banale, ma la mancanza di sonno è la prima e più diffusa causa di stanchezza, che può essere facilmente curata con uno stile di vita più regolare. Un bambino, in media, ha bisogno di 14-16 ore di sonno, mentre a una persona adulta ne possono bastare 6-8 a notte per mantenersi efficiente e in salute. Ricordiamo, però,
che questi dati sono indicativi e variano da individuo a individuo. Inoltre, se soffriamo di disturbi del sonno (vedi riquadro), tra i quali l’incapacità di godere di un sonno ristoratore, anche quando la durata del riposo è adeguata, dovremmo consultare uno specialista.
Se il nostro affaticamento è invece dovuto a malattie o infezioni, è necessario correggere la situazione sottostante per risolvere il problema. Questo può richiedere l’assunzione di farmaci o anche un intervento chirurgico.

La diagnosi di affaticamento
Alle persone che si sentono spossate e affaticate in modo persistente, consigliamo di consultare un medico, perché la stanchezza può essere un sintomo di una patologia sottostante, a volte anche grave. In particolare, consigliamo di cercare di capire se la stanchezza è associata a uno dei seguenti sintomi:

  • improvvise e inspiegabili variazioni di peso;
  • disidratazione;
  • capogiri e svenimenti;
  • sanguinamenti anomali;
  • difficoltà nella respirazione;
  • dolore al petto;
  • forte mal di testa;
  • presenza di rigonfiamenti e tumefazioni sul corpo;
  • forti dolori pelvici, all’addome o alla schiena;
  • comparsa di nausea e vomito;
  • comparsa di sintomi analoghi in altri familiari, coinquilini e nei vostri animali da compagnia.

Al momento non esistono esami specifici per diagnosticare una sindrome da affaticamento. Tuttavia, il medico esaminerà in modo accurato l’anamnesi del paziente e la sua storia familiare e prescriverà degli esami per escludere altre cause mediche della stanchezza come, per esempio, proprio il diabete.
Questi esami potranno comprendere:

  • analisi del sangue e delle urine;
  • radiografia, per avere delle immagini di alcune parti del corpo. La visione a raggi X permette, infatti, di diagnosticare un gran numero di condizioni patologiche, dalle bronchiti alle fratture ossee;
  • esame della funzionalità polmonare, che registra la capacità di inspirazione ed espirazione del paziente: questo esame permette di misurare numerosi aspetti della funzionalità dei polmoni e di diagnosticare eventuali loro patologie;
  • elettrocardiogramma, per valutare lo stato del sistema cardiovascolare attraverso la registrazione della sua attività elettrica;
  • tomografia assiale computerizzata (TAC), dalla quale si ricavano immagini a raggi X delle sezioni longitudinali di numerosi apparati corporei, inclusi quelli muscolo-scheletrico, neurale, respiratorio e gastrointestinale;
  • risonanza magnetica, un esame non invasivo che permette di visualizzare immagini dell’interno del nostro corpo, compresi l’interno delle ossa e dei tessuti molli.

Sul concetto di fatica
La parola “fatica” non rappresenta un concetto univoco e chiaramente determinato, perciò gli studiosi che se ne sono occupati hanno dovuto compiere uno sforzo iniziale per arrivare a una definizione che spiegasse questo sintomo in modo esaustivo e non soggetto a facili fraintendimenti. Quando il personale sanitario parla di fatica si riferisce a una situazione di spossatezza, mentale e fisica, molto grave che può verificarsi in seguito a uno sforzo anche molto limitato; questa condizione è diversa dalla semplice sonnolenza o dalla mancanza di stimoli e non è determinata da una malattia nota.

Stanchezza: è davvero un male di poca importanza?
L’affaticamento può impedire lo sviluppo regolare dell’individuo: può interferire con lo svolgimento normale delle attività quotidiane come il lavoro, gli impegni scolastici, i lavori domestici e anche le attività sociali. Inoltre, la stanchezza può essere un fattore scatenante di mal di testa, può provocare difficoltà mnemoniche, dolori muscolari ed essere causa di incidenti.

La sindrome da stanchezza cronica
Si tratta di un disturbo le cui cause non sono ancora chiare, ma che è caratterizzato da una stanchezza debilitante e prolungata, che può durare per vari mesi e che è accompagnata da sintomi aspecifici che ne definiscono il quadro clinico. Tra questi ricordiamo:

  • cefalea di tipo diverso da quella eventualmente presente in passato;
  • mal di gola ricorrente;
  • dolori delle ghiandole linfonodali, cervicali e ascellari;
  • dolori muscolari, delle ossa e delle articolazioni, anche in assenza di loro infiammazioni;
  • disturbi della memoria e incapacità di concentrarsi, al punto da dover ridurre i precedenti livelli di attività lavorativa e occupazionale;
  • debolezza in seguito a esercizio fisico che si protrae per almeno 24 ore;
  • disturbi del sonno.

Se vi accorgete di avere almeno quattro di questi sintomi forse sarebbe il caso di rivolgersi a uno specialista per un ulteriore approfondimento; se non altro, per escludere possibili altre cause che determinano la vostra stanchezza.
La Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS, dall’inglese Chronic Fatigue Syndrome) è stata segnalata in molte zone del mondo, tra cui l’Europa, l’Islanda, il Canada, la Russia, il Giappone, l’Australia, la Nuova Zelanda e il Sudafrica. Si calcola che negli Stati Uniti siano 500.000 le persone colpite ogni anno da CFS.

Il sonno e i disturbi del sonno
Il primo rimedio alla stanchezza è sicuramente un sonno ristoratore. Ma che cos’è davvero il sonno? Secondo la definizione degli studiosi Fagioli e Salzarulo il sonno sarebbe «uno stato dell’organismo caratterizzato da una ridotta reattività agli stimoli ambientali che comporta una sospensione dell’attività relazionale (rapporti con l’ambiente) e modificazioni dello stato di coscienza: esso si instaura autonomamente e periodicamente, si autolimita nel tempo ed è reversibile». A livello fisiologico durante il sonno i centri nervosi sembrano entrare in uno stato di inattività. In realtà, il nostro organismo è in grado di mantenere attive tutte le funzioni fondamentali come la respirazione, l’attività cardiaca e quindi la circolazione sanguigna, la termoregolazione ecc. e anche l’apparato muscolo-scheletrico, che potrebbe sembrare davvero a riposo, mantiene un certo grado di attività durante il sonno.
Tuttavia, il sonno può non essere sempre ristoratore. Un problema piuttosto diffuso, che affligge persone di qualsiasi età, è costituito dai disturbi del sonno, come avere difficoltà ad addormentarsi o avere sonno irrequieto o insufficiente. Questi disturbi possono avere diverse cause, alcune di facile risoluzione come la presenza di rumori esterni, altri di più difficile identificazione. Per questi ultimi si presume che le cause siano da cercare in anomalie dei meccanismi che regolano il ritmo sonno-veglia. I disturbi del sonno sono classificati in dissonnie, che interferiscono con l’inizio o la prosecuzione del sonno provocandone alterazioni a livello di quantità, qualità o ritmo, e parasonnie, che, principalmente legate ai sogni, si manifestano soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza. All’interno di queste categorie troviamo diversi disturbi:

  • dissonnie: insonnia, ipersonnia, narcolessia, disturbo del sonno correlato alla respirazione e disturbo del ritmo circadiano del sonno;
  • parasonnie: disturbo da incubi, terrore nel sonno (pavor nocturnis), sonnambulismo, sindrome da gambe senza riposo, bruxismo ed enuresi notturna.

Centri per la cura della sindrome da stanchezza cronica
CFS ASSOCIAZIONE ITALIANA
Centro di Riferimento Oncologico c/o Unità C.F.S. (Onc. Medica A)
V. F. Gallini, 2 – 33081 Aviano (PN)
Tel. (0)434/660277 (lun. - merc. - ven. 9-11) – Fax (0)434/659531
E-mail: cfs@cro.it – Sito: www.salutemed.it/cfswww.stanchezzacronica.it

Informazioni utili
CENTRI DI DIABETOLOGIA
Oltre a quelli indicati, potete trovare il centro più vicino al vostro luogo di residenza all’indirizzo internet http://www.diabete.net

CAMPANIA
Centro Diabetologico Universitario
Piazza Miraglia – 80138 Napoli
Tel. 081 56.61.111

PUGLIA
Centro Antidiabetico – Sovrano Ordine di Malta
Via M. Signorile, 2/b – 70121 Bari
Tel. 080 55.88.634

SARDEGNA
Ospedale San Francesco
Via Mannironi – 08100 Nuoro
Tel. 0784 24.02.37

Ospedale SS. Annunziata
Via Enrico de Nicola – 07100 Sassari
Tel.: 070.27.64.24
Numero verde 800.66.00.22

SICILIA
Div. di Endocrinologia – Osp. “Garibaldi”
Via Palermo 636 – Nesima (CA)
Tel. 095 75.98.742 (02)
Prenotazione 095 75.98.704

U.O. Diabetologia e M.M. - Ospedale Generale
Via Circonvallazione – Partinico (PA)
Tel. 091 89.11.304
Prenotazione 091 89.11.361

VENETO
Ospedale civile
Via Levantina, 104 – 30016 Jesolo (VE)
Tel. 0421 38.84.11

Ospedale civile SS. Giovanni e Paolo
Castello 6777 – 30122 Venezia (VE)
Tel. 041 52.94.111