Durante il 122esimo Meeting dell’American Physiological Society, che si è concluso da poco a New Orleans, due medici statunitensi hanno presentato uno studio sull’influenza positiva dell’ilarità sul rischio cardiovascolare in pazienti diabetici.
I ricercatori Dr. Lee Berk e Dr. Stanley Tan, neuro immunologo il primo e endocrinologo specializzato in diabetologia il secondo, hanno condotto uno studio su alcuni pazienti diabetici a elevato rischio di malattie cardiovascolari introducendo un nuovo elemento alla terapia standard: 30 minuti di risate. La valutazione è stata condotta su 20 pazienti diabetici con ipertensione ed iperlipidemia (alti valori di grassi nel sangue) suddivisi in due gruppi. A entrambi i gruppi è stata somministrata una terapia farmacologica standard per la cura del diabete e delle altre due patologie ma solo al gruppo L (Laughter = risate) sono stati aggiunti alla terapia anche 30 minuti al giorno di risate guardando filmati selezionati direttamente dal paziente.
I gruppi sono stati seguiti per 12 mesi con esami del sangue per dosare gli ormoni dello stress (come epinefrina), il Colesterolo HDL, le citochine infiammatorie (piccole proteine che contribuiscono all’accelerazione del processo di aterosclerosi), e la Proteina C-Reattiva (un marker di infiammazione predittore di malattie cardiocerebrovascolari).
Dopo un anno il 26% degli appartenenti al gruppo L aveva i livelli di Colesterolo HDL , colesterolo buono, più alti rispetto all’inizio contro solo il 3% del gruppo di controllo (solo terapia farmacologica standard). Anche la Proteina C-Reattiva (indice del rischio cardiovascolare) ha evidenziato notevoli variazioni: in un anno è diminuita del 66% nel gruppo L e solo del 26% nel gruppo di controllo.
Già dopo il secondo mese il gruppo sottoposto alla terapia “del sorriso” aveva ottenuto una diminuzione degli ormoni dello stress e un conseguente aumento del Colesterolo HDL il cui ruolo è quello di mantenere pulite le arterie.
Gli autori affermano che, nonostante siano necessari ulteriori studi, ridere può realmente abbassare il rischio cardiovascolare associato a diabete o alla sindrome metabolica.
Michael Miller, direttore del centro Cardiologico dell’Università del Maryland e responsabile di un’altra ricerca che associa le risate alla protezione cardiovascolare, sostiene che il vecchio detto “ridere è la migliore medicina” in definitiva risulta più vero di quanto si possa pensare quando è associato alla protezione del cuore.
“Non si conosce ancora bene perché ridere faccia bene al cuore – prosegue – ma sappiamo che lo stress mentale è associato ad un indebolimento dell’endotelio, le pareti delle arterie. Questo può causare una serie di reazioni infiammatorie che portano gli adipociti (cellule di grasso) e il colesterolo a ostruire le arterie, processo che si conclude con l’infarto”.
La prevenzione delle malattie cardiocerebrovascolari richiede dei cambiamenti nello stile di vita che fino a ora potevano essere riassunti in fare esercizio fisico, non fumare, avere una alimentazione povera di grassi saturi. Forse bisognerebbe aggiungere alla lista anche ridere regolarmente di gusto, così da poter combattere lo stress a cui siamo sottoposti tutti i giorni e mantenere il cuore più sano.

Dr.ssa Chiara Marinoni, Biologa
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