Prevenzione a tavola
Gustosa la notizia che arriva da Firenze: il pane e il pecorino della Toscana prevengono gli infarti.
Nell’ambito del convegno scientifico dal tema “Qualità e tipicità dell’alimento: alla ricerca del benessere”, il Centro Interdipartimentale di Ricerca e Valorizzazione degli Alimenti dell’Università di Firenze ha presentato due studi parallelli volti a verificare le proprietà benefiche di alcuni degli squisiti prodotti tipici toscani.
Lo studio ha esaminato una ventina di volontari, di età compresa tra i 21 e i 61 anni, che si sono prestati a fare da cavia per 10 settimane, mangiando 150 grammi al giorno del pane ottenuto dalla lievitazione a pasta acida di farina di grano della varietà Verna, macinato con mulino a pietra, e poi, per un periodo identico, hanno mangiato pane comune. Lo studio non ha lasciato dubbi: con il pane di grano Verna il colesterolo cattivo (LDL) è diminuito del 15% e la viscosità del sangue del 25%.
Un altro gruppo osservato si è invece dedicato al consumo di formaggio: di nuovo, dei volontari hanno mangiato, in periodi differenti, prima un comune formaggio Emmenthal e poi 200 grammi settimanali di un particolare pecorino toscano prodotto con latte di pecora di razza Massese. Si è visto che, mentre il consumo del formaggio industriale aveva causato in tutti i soggetti un aumento dei parametri di rischio cardiovascolare, in quelli che avevano mangiato il pecorino toscano si è accertata una stabilizzazione di colesterolo e trigliceridi.
Invidiamo le fortunate cavie e ci diamo appuntamento a tavola.

Il legame tra insoddisfazione alimentare e obesità
Spesso ci si è chiesti se le persone che mangiano troppo lo facciano perché spinte da un’insoddisfazione inesauribile nei confronti del cibo; una ricerca pubblicata su Science e condotta da Eric Stice, dell’Oregon Research Institute, sembra confermare questa teoria.
Il gruppo di pazienti osservato era soprattutto femminile: si è visto che, in alcune donne, i centri cerebrali del piacere, a causa di un malfunzionamento di natura genetica, sono poco propensi ad abbandonarsi al piacere del cibo, come invece accade in situazioni normali. Di conseguenza, i pazienti che soffrono di questa particolare disfunzione tendono a mangiare di più per calmare il senso di insoddisfazione permanente. Correggere questa disfunzione potrebbe essere un passo avanti importante nella lotta all’obesità.

Più alto il rischio di infarto nelle prime ore del mattino
Molti studi evidenziano che i momenti più pericolosi per il cuore sono quelli che precedono l’alba: sono queste le ore in cui si verifica il maggior numero di infarti e ictus. Secondo un gruppo di ricerca dell’Emory University di Atlanta la spiegazione sarebbe da ricercare nei ritmi giornalieri delle cellule che formano i vasi sanguigni: l’attività di queste cellule è al livello più basso proprio nelle primissime ore del mattino e questo renderebbe i vasi meno capaci di rilassarsi, aumentando quindi il rischio di danni.
Un ruolo rilevante è quello delle cellule progenitrici endoteliali che hanno la funzione di mantenere e riparare il rivestimento dei vasi: si tratta di cellule staminali che contribuiscono a sostituire le cellule endoteliali che formano i vasi, in corrispondenza di eventuali punti di lesione, e favoriscono il formarsi di nuovi vasi nelle aree prive di una adeguata irrorazione sanguigna.
Il gruppo di ricercatori della Emory ha studiato un campione di soggetti per verificare se l’attività di queste cellule chiave e, dunque, le proprietà dei vasi, variassero con il passare del tempo nel corso di una giornata. A tale scopo sono stati monitorati 12 volontari sani di mezza età, sottoponendoli a test specifici ogni 4 ore, per un periodo di 24 ore.
Dalle osservazioni è emerso che la capacità dei vasi di rilassarsi e quella delle cellule “chiave” di crescere raggiunge il punto massimo intorno alla mezzanotte (quando il numero delle cellule progenitrici epiteliali arriva a quota 2.000).
Successivamente tutti questi elementi iniziano a diminuire, fino ad arrivare a una funzione endoteliale particolarmente ridotta nelle prime ore del mattino.
Sapere come le pareti dei vasi siano influenzate dalle varie fasi della giornata è importante per una migliore organizzazione delle cure mediche, ed è sicuramente un campo d’indagine che merita approfondimenti.

La pecora nera
La caratteristica più evidente della pecora di razza Massese è il vello di colore nero, ma questa non è l’unica particolarità che possiede.
Attualmente è allevata soprattutto in Toscana, Emilia e Liguria e la sua lana, poco o per nulla apprezzata, non può essere tinta.
I greggi di questa razza vengono allevati in pascoli naturali, cioè alimentati con normale erba fresca, invece del foraggio conservato, ormai di norma nella maggior parte degli allevamenti; questo semplice metodo, un vero ritorno alla natura, ha avuto come conseguenza il fatto che, nel latte prodotto da queste pecore, si è riscontrato un aumento del 500% degli acidi grassi benefici, come l’acido butirrico e quello linolenico.