Andiamo in bicicletta e le mani ci si congelano sul manubrio, non vogliamo più toccare nulla di freddo perché ci sembra che il gelo dell’oggetto penetri nelle nostre dita e improvvisamente pensiamo che lavare i piatti a mano sia una goduria e non vediamo l’ora di immergere le mani nell’acqua calda di lavaggio.
Mentre aspettiamo il ritorno di un clima più mite forse potrebbe essere utile dedicare parte del tempo dell’attesa a una visita dall’angiologo perché dietro alla parvenza di persona freddolosa potrebbe esserci un problema vascolare, anche se non necessariamente grave.

La malattia di Raynaud
Se le mani e i piedi improvvisamente diventano freddissimi, pallidi e cianotici e non tornano alla normalità per un tempo prolungato è possibile che siamo affetti dal fenomeno di Raynaud.
Si tratta di una patologia localizzata soprattutto a livello degli arti inferiori e delle mani, caratterizzata da un’alterazione dei vasi sanguigni e in particolare delle cosiddette “arteriole”, cioè le arterie piccolissime che irrorano le parti del corpo collocate più in periferia. A livello di queste piccole arterie si verificano alcuni restringimenti (spasmi arteriolari) che ostacolano, per 30-60 minuti circa, il normale fluire del sangue, come se esso fosse stato bloccato per diversi minuti da un laccio o da un elastico che ne impediscono la circolazione.
La conseguenza è che il sangue che apporta nutrimento e ossigeno ai tessuti non riesce, in certi momenti, a irrorare come dovrebbe le diverse estremità del corpo e per questo il disturbo si manifesta, nelle sedi colpite, con pallore, cianosi e disturbi nutritivi dei tessuti che diventano anche molto freddi.
Il fenomeno di Raynaud è, in effetti, una risposta difensiva all’esposizione al freddo che risulta però abnorme come entità e durata. Se si tratta di episodi sporadici non bisogna preoccuparsi, ma se il fenomeno si ripresenta con frequenza e diventa disturbante allora è opportuno farsi controllare, soprattutto se il disturbo si presenta all’interno di un quadro clinico caratterizzato dalla presenza di altre malattie immunopatologiche: allora è possibile che si possa realmente trattare di malattia di Raynaud.

È veramente malattia di Raynaud? Segni indicatori e diagnosi
Questa patologia si manifesta in determinate zone del corpo e con caratteristiche ben specifiche. Tanto per cominciare è importante sottolineare che il fenomeno di Raynaud è sempre bilaterale: se è localizzato alle dita può coinvolgere un’intera falange distale del dito oppure un dito intero, compare in seguito all’esposizione al freddo (ma ricordiamo che le crisi possono essere scatenate anche da una forte emozione) e regredisce fino alla scomparsa con il caldo. La mancanza di uno solo di questi criteri mette in discussione la diagnosi
di Raynaud.
Riferendoci in particolare alle sedi di localizzazione dobbiamo quindi considerare di escludere dal fenomeno di Raynaud le manifestazioni cutanee che si localizzano in una sola faccia del dito, quelle che oltrepassano la radice delle dita impegnando il palmo o il dorso della mano e le manifestazioni a chiazze più o meno regolari.
Tuttavia non è il caso di fare un’autodiagnosi, ma se si ha un sospetto o un fastidio è bene sottoporsi a un controllo più autorevole.
Mentre questa malattia è relativamente semplice da diagnosticare quando si trova già in uno stadio avanzato, la sua diagnosi è più complessa se essa è ancora a uno stadio iniziale e se bisogna escludere altre malattie di cui questo fenomeno è solo un sintomo (diagnosi differenziale).
Il medico ci prescriverà alcuni esami tra i quali ci saranno:

  • esami del sangue, per vedere se nel nostro organismo sono presenti infiammazioni o anticorpi anomali
    biopsia cutanea, un esame eseguito ambulatorialmente, con una piccola anestesia locale, durante il quale ci viene prelevato con un bisturi un piccolo campione di pelle dalle dita delle mani o dei piedi, che comprenda anche alcune arteriole. Il tessuto prelevato verrà poi esaminato al microscopio per verificare l’eventuale presenza di alterazioni in questi vasi e nelle loro strutture. La durata della procedura è di pochi minuti.
  • capillaroscopia, un esame del tutto indolore che permette di osservare con estrema precisione la microcircolazione che avviene nelle zone più periferiche del corpo. La parte del corpo interessata dalla malattia (per esempio un dito della mano) viene illuminata e poi vi si appoggia superficialmente una sonda ottica che invia a un monitor a colori l’immagine dettagliata della circolazione periferica (arteriole e venule). Per poter eseguire l’esame, il malato deve trovarsi a riposo, in un ambiente a temperatura controllata, senza aver fumato per almeno un’ora prima della visita. Bisogna che le aree di pelle da sottoporre all’analisi restino scoperte per circa 15 minuti prima che l’esame venga eseguto, in modo da adattare la loro temperatura a quella ambientale. Sul monitor appariranno le immagini dei piccoli vasi sanguigni che si distinguono facilmente grazie al colore rosso, specialmente nelle regioni in cui l’epidermide è molto sottile.
    È inoltre possibile osservare i punti in cui tali vasi sono ristretti oppure in cui il flusso di sangue è rallentato o addirittura fermo.
  • radiografia del torace, per escludere la presenza di anomalie delle ossa che determinano una compressione dell’arteria succlavia;

Le cure
Nei casi in cui la malattia di Raynaud sia particolarmente fastidiosa (e comunque durante la stagione invernale), si può ricorrere ad alcuni farmaci che, anche se non sono risolutivi della malattia, riescono però a mitigarne i sintomi.
I più utilizzati sono i vasodilatatori, che aumentando il calibro delle arterie favoriscono un buon afflusso di sangue anche alle estremità del corpo, e i calcio-antagonisti, che agiscono invece rilassando i piccoli muscoli che circondano le pareti delle arteriole.Purtroppo, però, questi rimedi presentano alcuni effetti collaterali, poiché la loro azione non è mirata in modo selettivo alle arteriole interessate dalla malattia di Raynaud. Di conseguenza, l’assunzione di questi farmaci comporta una dilatazione di tutte le arterie, comprese quelle che irrorano il cuore: questo, a volte, può essere causa di un brusco abbassamento della pressione e della comparsa di capogiri e svenimenti. È quindi fondamentale consultare un medico.
Nel caso in cui la malattia di Raynaud sia secondaria, si cercherà, ovviamente, di curare il disturbo di base. I reumatismi, per esempio, si curano con i farmaci antinfiammatori o con il cortisone, gli squilibri ormonali si affrontano invece somministrando ormoni adeguati a ripristinare l’equilibrio.
Attualmente, non esiste una cura mirata a sconfiggere la malattia di Raynaud, perché non è stata ancora individuata la causa che la determina.Tuttavia, vogliamo rassicurare i lettori sottolineando che si tratta di un disturbo assolutamente benigno e privo di conseguenze per la salute, a meno che non sia secondario ad altre malattie più serie. Inoltre, presenta un andamento altalenante: a momenti in cui i sintomi si manifestano con maggiore intensità, ne seguono, cioè, altri in cui la malattia sembra essere completamente scomparsa.

Cause della malattia
Non è chiara l’origine di questa malattia che secondo alcuni è da attribuirsi a un’iperattività del sistema nervoso simpatico che diventa eccessivamente sensibile al freddo, mentre secondo altri è dovuta ad alterazioni presenti a livello della circolazione arteriosa periferica in persone geneticamente predisposte; secondo altre teorie ancora, è invece causata da alterazioni delle difese naturali dell’organismo, alcune delle quali andrebbero ad aggredire l’organismo stesso e, in particolare, le strutture delle arteriole (i muscoli oppure l’endotelio) causandone lo spasmo (teoria autoimmune).

“Fenomeno” e “Sindrome”due situazioni differenti
I medici fanno una distinzione tra due differenti situazioni nell’ambito di questa patologia: si parla infatti di “Fenomeno di Raynaud” quando questo disturbo è primario, ovvero non è causato da un’altra malattia, ed è questa è la situazione più comune, con oltre il 50 percento dei casi. Si parla invece di “Sindrome di Raynaud” se il disturbo è secondario, cioè è il sintomo di un’altra malattia.
Tra le patologie che possono dare origine ad una sintomatologia del tipo “sindrome di Raynaud” ci sono:

  • i reumatismi, infatti nel sangue delle persone che ne sono affette si riscontra la presenza di caratteristiche proteine che, in caso di esposizione al freddo, precipitano e si depositano nelle arteriole, provocandone il restringimento;
  • la sclerodermia, una malattia autoimmune che causa un’alterazione dell’endotelio, ossia della membrana che riveste internamente i vasi sanguigni;
  • squilibri ormonali causati dalla tiroide e dagli estrogeni che, nel primo caso, determinano modificazioni del metabolismo e, nei soggetti ipotiroidei, il rallentamento della tiroide causa modificazioni del metabolismo tali da determinare spasmi alle arteriole. Nel secondo caso invece è lo squilibrio degli ormoni estrogeni può determinare alterazioni che hanno conseguenze negative sulla circolazione del sangue nella periferia;
  • la cosiddetta “sindrome dello stretto toracico” che indica una serie di anomalie della forma di alcune parti del corpo tali da comprimere le arteriole. Questo accade, per esempio, nelle persone che nascono con una costa in più a livello della colonna vertebrale, destinata a comprimere l’arteria succlavia, provocando spasmi che si riflettono anche sulla circolazione periferica.

Le tre fasi della malattia
Ci sono tre fasi che caratterizzano questo problema, contraddistinte da tre colori caratteristici, e sono:
• La prima fase, ischemica o “mani bianche” che, è l’espressione del completo arresto della circolazione sanguigna nel sistema deIle arteriole con un coinvolgimento anche delle vie di deflusso, rappresentate dalle venule: le estremità perdono colore e si raffreddano.
• La seconda fase, cianotica, o “mani blu” segue l’inizio del ritorno del flusso ematico nel sistema dei microvasi. A causa della precedente ischemia, i microvasi sono in stato di vasodilatazione, che può anche essere massimale. le dita possono essere colpite da cianosi*. ovvero diventare bluastre e possono essere interessate anche da un’eccessiva sudorazione.
• La terza fase, eritematosa, o “mani rosse” dipende dall’ulteriore cambiamento del rapporto tra flusso ematico e capacità microvasale. Si verifica quando il flusso è particolarmente abbondante e il sistema microvasale è ancora enormemente dilatato: in pratica il sangue ritorna a scorrere normalmente a causa della dilatazione delle arteriole e le mani e i piedi diventano rossi.

Qualche consiglio per prevenirla
Per prevenire gli attacchi più pesanti della malattia di Raynaud è importante mantenere il corpo caldo, in modo particolare alle estremità: per questo si raccomanda l’uso di guanti pesanti, in materiali tipo pyle o goretex che sono più caldi dei tradizionali guanti in lana o pelle.
È opportuno evitare alcuni farmaci, come per esempio come i betabloccanti, prescritti per la pressione alta, che agiscono sulle pareti delle arterie, la pillola anticoncezionale (che tende a restringere i vasi sanguigni) e alcuni farmaci contro l’emicrania a base di caffeina o di ergotamina (sostanze che restringono i vasi sanguigni).
Per quanto riguarda il lavoro segnaliamo poi che l’uso di martelli pneumatici e attrezzi che provocano vibrazioni localizzate alle mani possono essere causa di piccoli traumi alle arteriole delle dita, e che sono a rischio anche le persone che lavorano con il computer o che suonano (per molte ore al giorno) il pianoforte. Appena compaiono i primi sintomi del disturbo tutte queste attività vanno sospese.
Inoltre è opportuno anche correggere alcune abitudini di vita nocive, come l’abitudine del fumo, perchè la nicotina è una sostanza che restringe i vasi sanguigni e può quindi scatenare la malattia.
Ricordiamo infine che i sintomi della malattia possono essere scatenati anche da una forte emozione.