Una gravidanza normale può accompagnarsi ad alcuni disturbi contro cui è possibile agire prendendo semplici precauzioni. Circa la metà delle donne incinte sperimentano, con intensità variabile, alcuni fastidiosi sintomi, quali gonfiore, problemi legati alla pressione (ipotensione e ipertensione), vene varicose, emorroidi e crampi muscolari. Questi sintomi non devono preoccupare, in quanto sono correlati alla situazione ormonale tipica della gravidanza, che prevede alti livelli di gonadotropina corionica (HCG, l’ormone prodotto dalla placenta).
Ipotensione e svenimenti
Soprattutto all’inizio della gravidanza, l’instabilità vasomotoria determinata dal rilassamento della muscolatura e dei vasi sanguigni (indotta dal progesterone) provoca un abbassamento della pressione arteriosa e determina quindi la possibilità di svenimento. In questi casi, il consumo di tanti piccoli spuntini può migliorare le sensazioni di mancamento. Il medico curante può inoltre consigliare l’assunzione di sali minerali.
Vene varicose ed emorroidi
Lo stesso meccanismo ormonale di rilassamento delle pareti dei vasi sanguigni può portare alla formazione di vene varicose nelle gambe e alla comparsa di emorroidi. Per contrastare questi problemi è utile ricorrere all’elevazione delle gambe, a passeggiate (per sfruttare l’azione dei muscoli delle gambe sulle vene varicose), all’uso di calze elastiche, all’utilizzo di preparati locali con sostanze vasocostrittrici, antinfiammatorie e decongestionanti (come l’hamamelis, ad esempio). È inoltre sconsigliato stare a lungo ferme in piedi o sedute. In ogni caso, è opportuno controllare fin dall’inizio della gravidanza il peso corporeo, cercando di evitare un eccessivo aumento ponderale nel corso dei nove mesi. Un eccesso di peso corporeo provoca un cattivo “ritorno venoso” con maggior ristagno di sangue nella parte inferiore del corpo. Un altro problema frequente è rappresentato dal gonfiore (edema) delle caviglie. Si sviluppa in circa due terzi delle donne gravide durante il terzo trimestre. Quando l’edema non è eccessivo ed è limitato alle caviglie è solitamente fisiologico, dovuto al ristagno di liquidi e a un rallentamento della circolazione. Per prevenire il formarsi dell’insufficienza venosa e comunque per evitare le spiacevoli complicanze da essa provocate, per tutta la durata della gravidanza è utilissimo mangiare molta frutta e verdura a foglia verde e limitare spezie e alcol. Nel trattamento dei casi fisiologici è consigliata la riduzione delle quantità di sale (sodio). Anche i crampi muscolari sono un fastidio relativamente frequente. Possono presentarsi dopo essersi coricate, e sono dovuti di solito ad affaticamento, riduzione della circolazione e ad un eccesso di fosfati rispetto al calcio.
L’attività fisica in gravidanza
Grazie al movimento come espressione di sé, ricerca di equilibrio, fonte di benessere, la futura mamma prende confidenza con il proprio corpo in trasformazione, impara a percepirlo nelle sue diverse parti, lo distende e ne sperimenta le varie posizioni nello spazio. Le attività consigliate (ginnastica dolce e danza libera) hanno lo scopo di migliorare la circolazione degli arti inferiori, di aumentare la tonicità corporea, di attivare nella gestante il movimento rotatorio dei fianchi.

Anestesia epidurale
Il ricorso all’anestesia è oggi la scelta del 60% delle donne, che spesso ricorrono all’anestesia epidurale, o combinata spinale-epidurale. L’obiettivo è eliminare il dolore che sopraggiunge all’inizio del travaglio, trasmesso attraverso le radici dei nervi sacrali, lombari e basso toracici. La tecnica consiste nell’inserimento, a livello lombare, di un catetere molto sottile che permette all’anestetico di raggiungere lo spazio epidurale, un tessuto situato nella colonna vertebrale adiacente alle fibre nervose. In alternativa, la tecnica combinata raggiunge uno “strato” più profondo e inietta, con un ago più sottile, la soluzione anestetica nello spazio subaracnoideo, sottostante l’epidurale.
È importante sottolineare che l’analgesia epidurale non presenta alcuna controindicazione per le pazienti cardiopatiche, in quanto viene effettuata dopo rigorose analisi cliniche e sotto il controllo di un anestesista.

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